Relitti

martedì 17 febbraio 2009

Il posto da cui vengo era ormai un deserto pieno di relitti. Carcasse immobili tra le correnti che raccontavano di vite passate e sbronze e avventure. Alla fine, di queste anime galleggianti, storie in navigazione sono rimasti solo scheletri abbandonati sulla riva. Erano i blog che amavo, e che leggevo tutti i giorni. Quelli che mi incuriosivano e quelli che mi facevano sorridere. Con il tempo e le onde, da splendide navi si sono trasformate in carcasse di lamiere arrugginite e legno marcio, buttate lì ad indicare il punto del naufragio. Più che le tempeste, a farli affondare sono state le nebbie, il buio, le correnti. Piano piano mi appresto anch’io ad abbandonare la nave e lasciare il mio relitto.

6 commenti:

pikasco ha detto...

che fai abbandoni anche questo??

ms.spoah ha detto...

Né relitto né derelitto: ti sei trasferito! Hai un bel posticino qui. Mi piace.

rospia ha detto...

c'è un tempo per ogni cosa

Lindalov ha detto...

ma no, dai. aspetta ancora un pò. scrivimi almeno un ultimo post.

LL

andreacamporese ha detto...

A volte i relitti fossilizzano per diventare e restare immutabili e splendide sculture.
aluti

Rigenerato ha detto...

A volte nella nebbia si intravede un veliero, i suoi marinai non hanno più aria da respirare ma molte storie da raccontare, un relitto potrebbe riprendere a navigare, solo per non far tacere la ciurma.
Vento in poppa, non abbandonare la rotta.

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